Il Tempo per l’eternità

Il Tempo per l’eternità

Il Tempo per l’eternità

Che cosa cerchiamo di vivere nell’eternità?

Già cerchiamo di adattarci sin da adesso di vivere come vivremo tutta la nostra vita dopo la morte corporale? Che cielo è questo in cui abita l’Eterno e che tanto cerchiamo?

O pensiamo che l’eternità sarà un bel giardino fiorito dove staremo nella tranquillità, senza problemi?

Il Signore, sì, ha creato questo bel giardino, questo paradiso in cui Lui vuole passeggiare con noi, “O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi?” (1cor6.19). Il nostro cuore, il nostro corpo sono la dimora di Dio, tempio dello Spirito Santo; e dobbiamo pensare che pure il corpo, il cuore, l’anima dei nostri fratelli sono anch’essi il tempio dello Spirito, loro pure sono un pezzettino di cielo, questo bel giardino in cui cerchiamo l’Eterno.

Però questo giardino è stato distrutto dal peccato originale e adesso dobbiamo lavorare per ripararlo, attraverso i meriti del Sangue del Figlio Diletto e l’azione dello Spirito Santo, perché Dio possa farlo rifiorire di doni, e Dio Trinità ritrovarlo come lui l’ha creato così bello, riflesso della sua propria bellezza.

Allora che sarebbe il tempo per l’eternità?

Ogni volta che viviamo il momento presente, in cui tocchiamo il vincolo fra il cielo e la terra, nella presenza della Santa Trinità nel quale siamo e, con l’esercizio possiamo già abitare, cioè ,creare un abito, un modo di vivere, un vestirsi di presenza, di fede, di silenzio, d’orazione, d’umiltà, d’amore per questi Tre Adorabili Amanti, allora possiamo vivere già questo tempo per l’eternità, perché l’eternità è Dio, secondo Santa Elisabetta della Trinità, e nelle nostre anime Lui sta.

 

“E così bella questa presenza di Dio: E laggiù in fondo nel cielo della mia anima che amo trovarlo perché non mi abbandona mai. “Dio in me, io in lui”, oh, è la mia vita!… è  bello non è vero?, Pensare che, tranne la visione, noi non possediamo già come i beati lassù ;che possiamo non lasciarlo mai ,non distrarci mai da Lui”. Santa Elisabetta della Trinità

Suora carmelitana di Squillace

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