Crediamo nella meravigliosa sapienza della Croce

Crediamo nella meravigliosa sapienza della Croce

Crediamo nella meravigliosa sapienza della Croce

Al popolo giudeo Dio si è manifestato come il loro Dio: “«Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile (Es 20,1.)

Ad esso ha donato il decalogo, lo ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile lo ha fatto entrare nella terra promessa, con segni, miracoli e prodigi, ha costruito un tempio per il sacro culto: “Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete.

Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà.” Infatti, la vendita degli animali era per il culto, ma in realtà, in tal modo non si dava il vero culto a Dio che desiderava che il suo popolo stesse nella sua santa presenza con un cuore veramente pentito e umiliato.

E ancora Nostro Signore Gesù, venendo al mondo, non è stato creduto da coloro che dovevano essere gli eredi della promessa e questi, per di più, domandano segni : “ Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». (Gv2) Il segno più visibile e concreto sarà la sua morte e risurrezione perché Lui parlava del tempio del suo corpo. In Gesù il Padre edifica un nuovo Tempio Santo, una città, la   nuova Gerusalemme, nella quale siamo introdotti per il battesimo in   questo vero   il tempio che è la Chiesa.

San Pietro ci dice: “Stringendovi a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo.

E ancora: “Loro v’inciampano perché non credono alla parola; a questo sono stati destinati. Ma voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose…” (I Pt2,4-10)

 Allora avvaliamoci della grazia che ci è stata data, cioè di essere noi questa stirpe eletta, e non per mezzo di grandi  segni, ma per il grande amore che Dio Padre ci ha dimostrato nel dono estremo del suo Figlio sulla croce.

Non inciampiamo nell’incredulità, ma proclamiamo che Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio, che si manifesta nelle sue grandi opere, chiamandoci dalle tenebre alla sua luce ad una vera vita in lui. E con tutto il nostro cuore corrispondiamo dandogli onore, gloria e adorazione.

Suora Carmelitana di Squillace

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