1º giorno Triduo : S. Giovanni della Croce

1º giorno Triduo :                        S. Giovanni della Croce

1º giorno Triduo : S. Giovanni della Croce

         

San Giovanni della Croce : una testimonianza d’amore nella sofferenza

 

Il prossimo 14 dicembre celebreremo la festività di San Giovanni della Croce.

Juan di Yepes nacque nel 1542, in Fontiveros- un paesino di Avila- Spagna. Entra nel Convento dei Frati Carmelitani all’età di 21 anni, e quando indossa l’abito prende il nome di Giovanni di San Mattia.

 

Nell’anno 1567 incontra Santa Teresa di Gesù (Teresa D’Avila) che già aveva iniziato il suo nuovo stile di vita, il Carmelo Teresiano, quello che noi diciamo la riforma del Carmelo. E decide insieme a lei di iniziare questo nuovo stile di vita fondando il ramo maschile dei Carmelitani Scalzi nel 1568, assumendo il nome di Giovanni della Croce.

 

Lui sarà un riferimento molto importante per il nuovo ordine dei Carmelitani Scalzi, però la vita non gli risparmierà dei disagi e delle sofferenze, soprattutto con i gelosi confratelli che non accettavano questo nuovo stile di vita fondato da lui e S. Teresa.

 

È rimasto in carcere circa nove mesi, in condizioni terribilmente disumane, subendo vari rimproveri e umiliazioni, privato dell’essenziale per vivere. Lì, compone parte delle sue poesie: i Romanzi, la prima parte del Cantico Spirituale fino alla strofa 31 e il poema La Fonte.

 

È molto interessante questo dato nella vita di San Giovanni della Croce, perché nel momento più difficile della sua vita, momento di grande sofferenza e di una notte oscura terribile, lui con la grazia di Dio, invece di ribellarsi contro Dio, o di odiare, avere rancore, o alimentare i sentimenti di vendetta verso quelli che gli causavano quella sofferenza, compone delle poesie bellissime, inoltre, lì in quello scenario di dolore e sofferenza si apre alla grazia di Dio, dove più che comporre poesie, riesce ad aprirsi  all’esperienza dell’amore di Dio.

 

Spesso sentiamo, soprattutto nell’ambito della psicologia, il termine resilienza. Quindi, possiamo dire che questo atto di Giovanni in carcere, può essere per noi un riferimento su come essere resilienti nella sofferenza, utilizzando le risorse che abbiamo per trasformare un’esperienza di dolore, in un’esperienza di superamento e di riconoscenza dell’amore di Dio verso di noi, soprattutto quando Dio ci sembra  assente.

 

Per fortuna lui riesce a evadere dal carcere, a ricomporsi e a svolgere le sue attività e la sua missione.

È stato un eccellente direttore spirituale, e anzitutto ci ha lascito nei suoi scritti un’alta dottrina mistica e teologica.

Muore a Úbeda, il 14 dicembre 1591 a 49 anni.

È stato canonizzato nell’anno 1726.

Proclamato dottore della chiesa nell’anno 1926 e nel 1952 proclamato patrono dei poeti spagnoli.

 

     Chiediamo la sua intercessione, perché possiamo con la grazia di Dio, imparare ad amare sempre, anche nei momenti di disagi, perdita, sofferenza e frustrazione.

 

                 Aiutaci Spirito Santo, a non alimentare nel nostro cuore il sentimento di rancore o di vendetta, ma aiutaci a trasformare i momenti difficile della nostra vita in grazia. Amen. 

                                                                     Sr. Erica cmes

   https://youtu.be/CD5klIApdhk

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